Kaigon Vol I di Giovanni Retrosi

ESTRATTI – in costruzione

Graphic novel

Prologo

Una voce titubante interruppe il suo leggero sonno.

Kaigon schiuse lentamente le palpebre, ma subito la luce del nuovo giorno la accecò. Istintivamente Lei sollevò una mano per proteggersi dall’improvviso chiarore che, quasi con violenza, inondava tutta la stanza.

Quando riuscì a mettere a fuoco la sagoma informe che aveva davanti agli occhi, riconobbe il volto della giovane infermiera.

La ragazza aiutò l’anziana a tirarsi su, spostando con cura il cuscino dietro alle sue gracili spalle. [..] continua

Kaigon si aggiustò i lunghi capelli bianchi, raggruppandoli dietro la testa con un piccolo nastro di seta.

Poi si passò la mano sulla guancia, come se stesse cercando qualcosa che, oramai, non le apparteneva più.

Le dita rimasero confuse a carezzare la pelle, assecondando le profonde linee imperfette che scolpivano il suo volto: la gioventù aveva abbandonato quel viso e, come l’acqua che scorre veloce, il tempo aveva lavato via ogni traccia di bellezza. Al suo posto, ora, rimanevano mille rivoli di rughe intrecciate, come le radici di un albero abbattuto, la cui caduta aveva portato alla luce l’intricato segreto della sua intimità nascosta. [..] continua

Il silenzio dell’ambiente intorno, così diafano e inconsistente, era quasi palpabile, come se il silenzio stesso fosse rimasto impigliato tra i raggi del sole che filtravano obliqui dalla vetrata lì di fronte. Gli echi della guerra si erano spenti da tempo in un sussulto di sangue e grida, lasciando solo un rumore di fondo nella sua anima [..] continua

Cap I

L’arrivo nei Territori Occidentali

Kaigon aprì la porta del veicolo militare proprio quando la pioggia aumentò d’intensità. Cercò goffamente di proteggersi dall’acqua che zampillava in ogni direzione, ritraendosi all’interno del mezzo. Passarono alcuni istanti, poi si decise e mise fuori la testa: immediatamente si sentì affogare nel caldo umido di quella maledetta città. Indugiò ancora un attimo seduta nell’avvolgente sedile, fin quando con un piccolo slancio poggiò lo stivale in terra. [..] continua

[ …] La ragazza realizzò che non c’era nessuno oltre Lei, solo il vento donava un po’ di vita a quell’asfissiante atmosfera. Sotto il soffio delle folate, gli scrosci della pioggia sembravano le vesti lacere di fantasmi che correvano in punta di piedi,  lasciandosi alle spalle il lento cigolio di vecchie porte logorate dall’umidità.  Dall’alto dei caseggiati lungo la via, rivoli d’acqua discendevano sempre più impetuosi trascinando brandelli di muro e calcinacci, gorgogliando, a tratti, dalle mostruose teste che sporgevano dai canali di gronda. [..] continua

continua…

Pubblicato da Giovanni Retrosi

a volte scrivo ... altre disegno... se vi piacciono i disegni e i cartoni anni 70/80 mi trovate su istagram @tantoperperdertempo. Nel 2019 ho pubblciato Il mio primo romanzo François dal Promontorio edito da CTL Livorno. Su Amazon ho pubbicato dei brevi racconti dal contenuto eterogeneo. L'ultimo progetto si intitola Kaigon, ed è suddiviso in diverse parti: un esperimento tra scrittura e graphic novel tutt'ora in costruzione.

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